Il toro

A quelle parole mi svegliai del tutto.
Violentata?!
Ma allora non era stato un sogno, era tutto vero, anche se ancora confuso nella mia mente. Quell’animale veramente aveva fatto i suoi porci comodi in casa mia e con la mia Miriam, non mi ero sognato tutto!
Com’è possibile che certa gente non si fermi davanti a nulla. Si era approfittato di Miriam sapendomi presente nella stessa stanza, anche se apparentemente privo di sensi.
In qualsiasi momento avrei potuto riavermi e reagire in qualche modo. Del resto lui non poteva sapere se ero armato o meno e quindi mettere a rischio la propria pelle per una scopata mi sembrava decisamente assurdo.
Eppure…. era successo!
Guardai Miriam che continuava a piangere stretta a me, e finalmente, il vederla ridotta in quello stato mi fece montare su una rabbia mai provata prima.
” Calmati adesso, è tutto finito “le sussurrai piano ” è andato via, oramai non può più toccarti, quel bastardo pagherà cara questa sua bravata te l’assicuro.. .”
Poi continuai…
” Avevi ragione tu Miriam, non bisogna aver paura di fronte a certa gente, bisogna reagire…. non appena ti sarai ripresa andremo difilati in questura a denunciare quel maiale….devono sbatterlo in galera e buttare via la chiave.. devono…. ma tu come ti senti… stai bene? …. dimmi cosa ti ha fatto quel bastardo? ”
” Perdonami Franco ” continuava a ripetere ” perdonami, ho avuto paura e non mi sono opposta abbastanza…”
” Non è colpa tua Miriam, so bene che è stato quel delinquente, non hai niente da farti perdonare….. semmai è colpa mia che al primo colpo sono rimasto fuori combattimento e non ho potuto difenderti….. ma adesso calmati e dimmi che è successo, così corriamo subito a raccontarlo alla polizia”
” È stato terribile…quando ti ha colpito mi sono messa ad urlare….. ma a proposito, come ti senti?, ti ha fatto male?”
” non ti preoccupare per me ” risposi ” non è niente, dimmi di te…”
” ho visto che sei caduto ” riprese lei ” e ho temuto il peggio….. non ti muovevi e avevi la faccia stavolta, così mi sono spaventata a morte….. e lui ha approfittato del momento per strapparmi i vestiti di dosso, e per farmi tacere mi ha colpita con uno schiaffo.”
” poi mi ha afferrata per i capelli e trascinata in ginocchio davanti a lui, seduto in poltrona e mi ha costretta a …prenderglielo in bocca… che schifo, non mi ci far pensare, quel maiale non si lava molto spesso… poi visto che probabilmente la cosa non era di suo gradimento, mi ha colpita ancora dicendo che non ci sapevo fare e che gli si stava ammosciando per quel pompino deludente….. ”
” poi, vista la situazione, dopo avermi nuovamente colpita, mi ha stesa sul tavolino…… e nonostante io mi opponessi con tutte le mie forze, mi ha penetrata…… ha cominciato a scoparmi come un forsennato ma data la mia totale mancanza di partecipazione ….. ha finito per tirarlo fuori senza neanche venire e insultandomi con frasi del tipo ” sei un pesce lesso, con una morta è anche meglio…” si è richiuso i pantaloni e ha detto che a questo punto potevamo anche rivolgerci all’assicurazione per il danno, tanto…. e se n’è andato sbattendo la porta.”
Non era possibile!
Non potevo credere che Miriam mi stesse mentendo ….. perché poi? Quello che ricordavo io dell’accaduto era del tutto diverso e anche se all’inizio c’era effettivamente stata una violenza, poi Miriam aveva partecipato attivamente e con entusiasmo al coito, ma, pensavo, l’aveva fatto solo per paura del toro e anche perché così facendo lui sarebbe andato via prima da casa nostra lasciandoci in pace……a meno che tutto quanto avevo visto, attraverso le nebbie dello svenimento, era solo frutto della mia fantasia….. ma qual’era la verità, e nel caso avessi visto giusto, perché lei mi mentiva?
Il dubbio iniziò ad insinuarsi nella mia mente e come un tarlo cominciò a scavare, scavare….. ma come fare per scoprire la verità…dovevo pensare qualcosa ….
” L’importante è che adesso stai bene Miriam, ora vestiti e andiamo subito alla polizia a denunciare l’accaduto…..”
” Senti Franco, ci ho pensato su e….nonostante mi senta di merda per quanto è successo ….. non credo sia una buona idea denunciarlo…..”
” Cosa??? ” la interruppi ” ma sei impazzita Miriam?? Sei appena stata violentata, il bastardo si è divertito a picchiarci e tu ….. vuoi fargliela passare liscia???” Non potevo crederci, erano le stesse cose che ci eravamo detti qualche ora prima solo che stavolta era lei a non volerlo denunciare….. poi le chiesi ” spiegami perché non dovremmo andare dalla polizia!”
” Va bene Franco, facciamo come vuoi tu…. andiamo in questura. Pensa però a quello che dovremmo dire….. siamo stati aggrediti in casa nostra da un delinquente a seguito di un banale incidente d’automobile. E poi come fare per dimostrare che il toro con un pugno ti ha messo subito fuori combattimento, e che mi ha violentata??”
” Guardami la fica ” così dicendo se l’aprì mostrandola ” vedi tracce di sperma dalla quale facendo un’analisi si possa dimostrare che è stato lui a violentarmi? E poi io credo che lui si sia già procurato un’alibi”
” E che figura ci faremmo?” continuò ” il paese è piccolo e prima o poi tutti sapranno che ha abusato di me con te presente, anche se privo di sensi, e che il toro non potrà essere punito perché la cosa non è dimostrabile e un qualsiasi straccio di avvocato potrà facilmente farlo apparire innocente”
” Infine non pensi alle conseguenze?” continuò lei ” Io verrò additata da tanti che penseranno che in fin dei conti la colpa è mia in quanto l’avrò senz’altro provocato, non potremmo ottenere giustizia dalla legge in quanto la cosa non è dimostrabile e infine, cosa forse più importante di tutte, pensa ad una reazione violenta di quell’individuo, non ce la caveremmo con così poco. D’altra parte se tu sei proprio deciso, possiamo recarci anche subito dalla polizia e sperare che tutto vada bene.”
Sembrava sincera, anzi lo era senz’altro, non era da lei mentire così spudoratamente…. cominciai veramente a convincermi di aver sognato.
Che rabbia sentirsi assolutamente impotente in queste circostanze, avrei voluto essere abbastanza maschio da affrontarlo direttamente e dargli una bella lezione a suon di pugni e schiaffi….
Che fare? Oramai il toro si era sfogato, dopotutto la colpa dell’incidente ricadeva su mia moglie, l’assicurazione avrebbe pagato i danni e per il futuro non avevamo più niente da temere da lui, per cui ………..
” Hai ragione Miriam, denunciarlo non servirebbe assolutamente a nulla se non a fare del male a noi stessi….. lasciamo perdere e tentiamo di dimenticare l’accaduto ”
Rimanemmo in silenzio o quasi per il resto della serata, nessuno di noi due aveva voglia di cenare per cui, dopo poco andammo a letto, mai successo alle 9 di sera.
Nel letto la sentii girarsi e rigirarsi in preda a pensieri ed emozioni che non le permisero di prendere sonno se non in piena notte. Inutile dire che io non dormii affatto, il mio orgoglio di uomo, marito e maschio sanguinava copiosamente.
Con il pensiero ammazzai almeno un centinaio di volte il toro quella notte ed ogni volta in modo diverso e più atroce del precedente……. poi tornavo a pensare a Miriam, la mia dolce sposa, che era stata brutalizzata da quel tipo, chissà cosa aveva dovuto subire e come era stata umiliata da lui….. l’amavo se possibile ancora di più.
Finalmente la notte passò, portandosi con se tutto il carico di angoscia che l’aveva caratterizzata e il giorno sorse, radioso, quasi come un invito all’ottimismo, bisognava pensare in modo positivo e lasciarsi dietro le brutture del giorno prima, avevo bisogno di uscire, anche solo per andare al lavoro, per dimenticare tutto…… ma non me la sentivo di lasciare Miriam da sola, non dopo tutto quello che le era successo.…
” Non vai a lavoro ?” mi chiese intuendo i miei pensieri.
” No Miriam, credo che tutto sommato sia meglio che oggi resti qui a tenerti compagnia, non me la sento di lasciarti sola ” le risposi.
Lei mi guardò e per un attimo lessi nei suoi occhi l’assurdità di quello che avevo appena detto: forse che la mia presenza il giorno prima era servita a qualcosa?
” Vai, non ti preoccupare per me, anzi ti dirò che voglio rimanere da sola, la routine delle mie faccende domestiche mi aiuterà a non pensarci più “.
” Va bene allora …… ci vediamo a pranzo” la salutai e subito dopo uscii con la macchina per recarmi al lavoro.
Stavo per lasciare il vialetto di casa e immettermi sulla strada che porta in paese quando una macchina passò velocemente davanti a me.
Fu solo quando si fu allontanata e stavo a circa metà strada tra casa mia e il paese quando realizzai chi era il conducente dell’altra macchina: il toro.
Inchiodai con una frenata la macchina all’asfalto e con un vertiginoso testacoda mi diressi verso casa mia.
Qualcosa però mi dissuase dal farmi vedere da Miriam, una vocina dentro di me mi diceva di ritornare sì a casa mia, ma in segreto, così avrei potuto guardare senza essere visto e capire……
Il tarlo del dubbio della sera prima che a tratti si era riaffacciato nella mia mente anche durante la notte appena trascorsa adesso tornava a farsi sentire e guidava le mie azioni.
Perché quello stronzo si aggirava nei pressi di casa mia? Aspettava forse che io uscissi per andare al lavoro? O magari si era trovato per caso a passare a quell’ora proprio da quelle parti? Poteva anche darsi che avesse pensato di riprovarci con Miriam, nel qual caso lei ci sarebbe stata?
Tutti questi cattivi pensieri ed altri ancora continuavano a tormentarmi finchè raggiunsi un casolare abbandonato non lontano da casa mia e da questa non visibile.
Qui lasciai la macchina e tagliando per i campi arrivai a casa entrando per la porticina nella recinzione sul retro.
Nessuna macchina era parcheggiata davanti casa, quindi tutto sommato i miei timori erano del tutto infondati, tuttavia, ben attento a non fare rumori mi avvicinai piano alla finestra della stanza da letto.
Attraverso la finestra aperta, con la tenda svolazzante alle correnti d’aria potei sentire distintamente dei gemiti di piacere.
Cosa stava succedendo in quella stanza?
Non avevo il coraggio di guardare, temendo il peggio.
Possibile che tutto quello che avevo immaginato si era trasformato in una, per me, crudele realtà?
Feci capolino dalla finestra e quello che vidi mi lasciò di stucco!
Miriam aveva indossato, evidentemente subito dopo che io ero uscito, la sua vestaglietta sexy semitrasparente, reggicalze e calze a rete, un ridottissimo tanga che nulla lasciava alla fantasia e se ne stava scosciata sul letto ad accarezzarsi beatamente la sua micina.
Meno male……. era solo il mio amore che si trastullava con il suo corpo, il solo vederla a quel modo mi riempì di gioia e contemporaneamente mi diedi dello stupido per aver dubitato di lei.
Era molto eccitante in quella posa, mi chiedevo perché non si toglieva quel tanga invece di scostarlo leggermente di lato per accarezzarsi la fica, forse essersi abbigliata in quel modo la faceva eccitare di più, certamente arrapò me oltremisura e il cazzo non tardò a far sentire la sua ingombrante presenza nei miei pantaloni.
Lei continuava imperterrita ad accarezzarsi, poi prese ad infilarsi ritmicamente un dito dentro, poi due, poi tre poi quasi tutta la mano, inarcandosi per il piacere, mentre con l’altra mano continuava a strizzarsi le tette.
Avrei voluto partecipare ma mi era impossibile, come giustificare la mia presenza così furtiva, d’altra parte avevo un disperato bisogno di godere che quasi senza accorgemene abbassai la lampo, tirai fuori il cazzo e iniziai a menarmelo, attento a non fare rumori.
L’eccitazione raggiunse il culmine quando Miriam a un certo punto si voltò mettendosi a pecorina sul letto e con il ditino iniziò a lavorarsi il suo buchetto posteriore, infilandosi piano la punta del dito ben lubrificata dagli umori della sua fica.
” Siiiii…… nel culo” continuava a ripetere ” tutto nel culo…..” e piano piano iniziava a prendere dimestichezza con quella parte di se che tanto desideravo e che mai aveva voluto concedermi, ma visto quanto si mostrava ai miei occhi non avrei ancora aspettato per molto, quella sera stessa le avrei fatto il culo……. e sborrai subito dopo.
Stavo ancora ricomponendomi e tornando in me dopo quella sborrata colossale quando si sentì il rumore di una macchina approssimarsi sul vialetto di casa e immediatamente mi nascosi dietro il capanno degli attrezzi.
Il mondo mi crollò addosso quando vidi scendere dalla macchina proprio quel bastardo del toro.
Scese dalla macchina e guardandosi furtivamente intorno si diresse alla porta.
Abbandonai velocemente il mio nascondiglio e mi avvicinai alla finestra del soggiorno, anch’essa aperta, da dove potevo scorgere e udire quanto avveniva sulla porta.
Vidi Miriam attraversare veloce la stanza sempre abbigliata a quel modo e guardare dallo spioncino della porta.
Indugiò sulla maniglia solo per un attimo, combattuta forse tra il desiderio di aprire e un rimorso improvviso, e aprì la porta.
Il toro strabuzzo gli occhi vedendola in tutto quello splendore, con le tette in bella vista e un sorriso da porca sulle labbra.
” Ti aspettavo, finalmente sei arrivato…… ti piaccio così? ” disse lei assumendo una posa sexy.
” Cazzo se mi piaci ” disse lui abbracciandola e infilandole subito la lingua in bocca in un bacio succoso, mentre le sue mani la palpavano dappertutto.
Lei si divincolò e si allontano di qualche passo mettendo in mostra quel meraviglioso culetto ben visibile attraverso la trasparenza della vestaglia, diviso dall’invisibile striscia del tanga.
” Non avere fretta ” gli disse, visibilmente soddisfatta della sua esibizione ” abbiamo tanto tempo a disposizione, vieni in camera da letto che ho voglia di scoparti”.
Arrivai velocemente di fianco alla finestra della stanza da letto, in netto anticipo rispetto a loro due, evidentemente nel tragitto si erano scambiati qualche altra effusione.
Lei entrò facendo strada conducendolo per mano e si sedette a letto con lui in piedi di fronte così che il viso si trovò all’altezza del suo cazzo.
” Miriam ” le disse lui ” come mai me aspettavi, come facevi a sapè che sarei venuto e proprio oggi? ”
” Non chiamarmi Miriam ” le rispose lei aprendogli i pantaloni ” chiamami puttana, come ieri, mi piace tanto essere trattata così. Sapevo che saresti venuto subito non appena mio marito usciva perché non puoi fare a meno di questa vero?”
Così dicendo si scostò il bordo di quelle mini mutandine e gli mostrò la fica guardandolo maliziosamente.
” È così? Dillo alla tua puttana è vero che ti piace?”
” Cazzo se me piace, da ieri sera m’è rimasto duro e non vedevo l’ora che quel cornuto de tu marito se n’annasse stamattina per poterte rivedè ”
” Anche a lei piace il tuo cazzo, vedi com’è bagnata ” così dicendo si infilò un dito dentro tirandolo fuori lucido di umori e glielo diede da succhiare, cosa che lui fece con sommo piacere, poi riprese ad armeggiare con i suoi pantaloni fino lasciandolo solo in boxer.
Un gran bozzo era visibile in quei boxer, lei prese ad accarezzarlo attraverso la stoffa allungando volutamente i tempi per meglio assaporare le sue sensazioni.
” Dai puttana, che cazzo stai ad aspettà, nun vedi com’è pronto pe farsi succhià da na pompinara come te”
Sorridendo voluttuosamente e con gli occhi trasognati lei si appoggiò con la guancia al suo cazzo mentre piano gli abbassava i boxer fino a che il suo membro si trovò a lasciare il contatto con la stoffa per appoggiarsi direttamente al suo viso.
” Che gran cazzone che hai, lo sai che me lo sono sognato stanotte?” Era veramente enorme, il mio al confronto sembrava il cazzetto di un neonato, e al punto in cui l’aveva portato Miriam con questi lenti preliminari sembrava un paletto di legno.
Iniziò a leccarlo piano, partendo dalla base fino a raggiungere il glande, ci giocherellava un po’ in punta per poi riprendere a percorrerlo fino a raggiungere i coglioni che succhiava con delicatezza.
Intanto tra una leccata e l’altra continuava a parlare ” sai cosa ……… stavo facendo ……….prima che tu arrivassi? ………Mi stavo …………masturbando pensando a te………… a come mi rompevi la fica ieri……… mi sono quasi ……. infilata ……… una mano dentro……… pensando di avere questo …….. dentro di me.
” Basta parlà, succhialo troia, che non ce la faccio più, nun vedi come mo stai a fa diventà ” e davvero quel cazzo se possibile era diventato ancora più grosso, Miriam se lo infilò a fatica in bocca e sebbene ci mettesse tutto l’impegno possibile non riuscì a prenderne che metà.
Cominciò a fare su e giù con la testa mentre con le mani non smetteva di accarezzargli le palle e il resto dell’asta.
Dopo un tempo che a me parve interminabile lei se lo tirò fuori di bocca per prendere fiato, un filo di saliva per un attimo collegò ancora la sua bocca a quel cazzo e guardandolo con la vista annebbiata dalla lussuria gli chiese ” mi fai bere di nuovo la tua sborra, mi piace tanto farmi sborrare da te in bocca e poi assaporare il tuo sapore….. me la dai?”
Stronza, a me non l’aveva mai fatto, ogni volta risputava tutto nel fazzoletto.
” Brava la mia puttana ” rispose lui ” mò fatte stà bevuta che poi te vojo scopà come dico io, però te vojo guardà mentre lo fai, devi restà con la bocca aperta mentre te schizzo dentro e vojo vedè come te lecchi tutto”
Con la bocca aperta, la lingua fuori a sfiorare il glande di quel cazzo mostruoso, si diede a menarlo a tutta velocità per ottenere l’effetto desiderato, mentre lui guardava le accarezzava la testa ” bella la mia troia, sei proprio na porcona…… guarda che lavori che sa fà sta zoccola …… quer cornuto de tu marito lo sa quanto sei puttana?…… Dai così bella che mò te inondo …. Si così….. eccooooooooo …….
Erano vicinissimi a me, così potei vedere nei particolari quanto sperma depositò tra quelle labbra aperte, le imbiancò la lingua che lei prese a passarsi sulle labbra imbrattandole di sborra per meglio mostrare al suo amante quanto la cosa fosse di suo gradimento.
Infatti lui era visibilmente soddisfatto della sua performance, vedere quello splendore di ragazza ai suoi piedi alle prese con il suo cazzo e con il suo succo doveva portarlo in visibilio, probabilmente mai le era capitata un’avventura del genere.
Continuò a tenerla per la testa mentre lei terminava i suoi virtuosismi con la lingua imbrattata di sborra ” è buonissima ” disse non appena in grado di parlare, con la bocca ancora impiastricciata di sperma ” grazie amore, ne potrei bere a litri, hai un sapore veramente buono “.
” E a tu marito gliela bevi ? ” le chiese lui, voleva tirar paragoni per risultare sempre il migliore ” rispondi puttana, lo fai anche a lui?”
” No amore, solo a te, a lui non la bevo, mi piace solo la tua sborra…. ma non parlare di lui e pensa a me…..
Così dicendo tornò ad esibirsi, da quella gran mignotta che era diventata, strizzandosi i seni e aprendo le gambe che lasciavano intravedere ai bordi di quel ridottissimo tanga, ormai fradicio dei suoi umori, i peli del pube.
Incredibile!!! Il cazzo di quel demonio immediatamente tornò a svettare.
Adesso però, placato quel primo assalto, lui si spogliò completamente mettendo a nudo un corpo massiccio con un gran rigonfiamento di muscoli dappertutto, sembrava Schwarzenegger …. Lei intanto si era adagiata mollemente sul letto e continuava a toccarsi guardando quel cazzone che calamitava tutta la sua attenzione.

Già, aveva occhi solo per lui, perché se avesse guardato solo un po più in là sicuramente prima o poi si sarebbe accorta della mia presenza, le ero praticamente di fronte e qualche volta mi accorgevo di non ritrarmi abbastanza velocemente quando girava la testa nella mia direzione.
Il toro intanto aveva finito di spogliarsi e la raggiunse sul letto e senza tanti preamboli fu sopra di lei, le strappò il tanga mettendo completamente a nudo la sua fica bagnata e puntò il cazzo all’ingresso senza infilarlo.
” Lo vuoi?” le chiese ” dimmi quanto lo vuoi”
” Dammelo dai che aspetti ” diceva intanto lei che con il bacino tentava di farselo entrare, mentre lui sadicamente si allontanava ” dai toro dammelo, lo sai che lo desidero…… dai rompi la fica alla tua puttana così come hai fatto ieri …..vedi come è aperta adesso ….. dai sbattimi …. spaccami la fica.”
” E il cazzo de tu marito com’è? Più grosso de questo? E oltre a lui da chi te sei fatta sbatte finora? Dimmi tutto puttana altrimenti…..” e così dicendo continuava ad avvicinare e allontanare il cazzo dalla sua fica.
” Da nessun’altro, te lo giuro amore mio, solo da voi due. Lui ha un cazzo normale ….. nessun paragone con il tuo…… ora infilaaaamii …..dai fammela ….. aprimela ti pregoooo…….non resisto più….

Era questo che lui voleva sentire, voleva sentirsi implorato, desiderato e vincente nei miei confronti, e così, con un colpo secco del bacino affondò di colpo e completamente in lei, facendola urlare dal dolore e dal piacere insieme.
” Baciami porco…… bacia la tua puttana ” diceva lei con la lingua fuori dalle labbra “che cazzone che hai mi fai impazzire …. Vedi, mi fai già venireeee …..godooooooo……. ancora si continua non ti fermare……. che stantuffo ……. pompami dai ….. cosìììììì vengo ancoraaaaaaa…..”
Era veramente un gran scopatore quel bastardo, continuava a stantuffarla a ritmo forsennato grugnendo come un orso da quasi mezz’ora, facendola venire almeno una decina di volte, mentre lui non dava alcun cenno di cedimento.
All’ennesimo orgasmo di Miriam si fermò, tutto teso e sudato e sorridendo lubricamente le disse ” te piace così come te sbatto? Ora però me devi dà er culo che nun vedo l’ora de rompetelo ”
” Lo sai che sono tua, che faccio tutto quello che vuoi, però ho paura….. mi farai male con questo bestione……. lascialo nella fica, non ti piace qui?” disse lei, verosimilmente spaventata dalla prospettiva.

” La mia puttana deve esse aperta dappertutto, specie de dietro, te lo devo rompe stò culetto vergine……” e maneggiandola come fosse stata una bambola di pezza, aveva veramente una forza erculea, la girò e la fece mettere a pecorina con il culo in bella vista e pronto per lui.
Le infilò un dito nella fica per bagnarlo dei suoi succhi e con questo iniziò a farsi strada in lei, lubrificando l’ingresso.
Subito dopo appoggiò il suo cazzone duro a quel buchetto ancora contratto e prese a spingere per forzare l’apertura.
” Noooo…… basta…. Mi fai maleee……” piangeva Miriam, e istintivamente si sottraeva a quel martirio venendo avanti, lui invece l’abbrancò con un braccio dalla vita costringendola ad indietreggiare, mentre con l’altra mano, in precario equilibrio, guidava il suo cazzo dentro di lei, finchè grugnendo e sbuffando, incurante delle urla strazianti che venivano da Miriam, fu dentro di lei fino in fondo, e qui si fermò.
” Lo senti come te l’ho rotto er buchino? Vedi come te stà tutto dentro puttana, lo senti come è grosso?
” Fa maleeee ….. non mi piace nel culo …… tiralo fuori ti pregooooo …… mi fa troppo male…..”
” Stai buona, vedrai che mò te abitui e te piace più che nella fica….. senti come te entra bene” e cosi dicendo cominciò piano a muoversi dentro di lei.
Dopo un po’ di quel trattamento i risultati non si fecero attendere, complice forse anche la completa sudditanza psicologica di Miriam da quel tipo.
” Fa male ancora …… però ….. inizio a sentirti …… dai aumenta il ritmo ….. fammelo sentire tutto ….. che puttana che sono ….. me lo godo anche nel culo ….. siiii ….. sbatti la tua vacca …..”
Lui oramai pompava come un forsennato, con una mano continuava a titillarle la fica mentre con l’altra non smetteva di strizzarle le tette, continuava a sudare nello sforzo grugnendo come un’animale, e tale sembrava con quel suo cazzone che stantuffava imperterrito per un tempo che a me parve interminabile fino a quando sentì approssimarsi l’orgasmo.
” Sborrami nel culo toro……voglio sentire il tuo seme bollente dentro di me ….. più veloce ancora …..siiiiiiiiii……!
Quell’animale, incredibile a vedersi, aveva aumentato il ritmo dei suoi colpi, sembrava quasi di vedere un film porno a doppia velocità, finchè con dei versi gutturali che nulla avevano di umano, venne nel culo di mia moglie.
Quando si ritrasse da lei potei vedere come aveva ridotto quel buchino, finora inviolato ma ora somigliante ad una caverna, che lentamente si richiuse su se stesso, e sotto lo sguardo compiaciuto di quel bastardo un filo di sperma iniziò a fuoriuscire.
” Brava la mia puttana, sei stata proprio brava, hai visto che poi t’è piaciuto pure a te, tu me devi dà tutto e devi fà tutto quello che te ordino” così dicendo, insieme a lei si distese sul letto, sul mio letto e dalla mia parte, mentre Miriam esausta si abbracciava a lui appoggiando la testa sul suo torace villoso.
” Tutto quello che vuoi amore, lo sai che sono la tua puttana, la tua schiava, puoi fare di me tutto quello che più desideri…..”

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