Il vicino guardone

Mentre sono intento a masturbarmi nella bocca di Rita ripenso a come nel giro di un pomeriggio mi sono ritrovato in quella fantastica situazione.
Ero da poco tornato a casa dall’università, apro il cancello ed entro nel giardino di casa, un piccola villetta bifamiliare.
Ci abito da 22 anni, praticamente da quando sono nato.
Chiudo la porta e suona il telefono, è Luca che mi chiede in prestito un libro, gli dico di venirselo a prendere.
Poco dopo Luca suona il campanello.
Mentre stiamo cazzeggiando in giardino Rita, la mia vicina, una bella donna di 40 anni, ci saluta e si cimenta nel giardinaggio nella sua parte di prato.
Rita indossa degli abiti smessi, di quando era più giovane e un poco più magra.
I vestiti le aderiscono perfettamente al corpo, che nonostante alcuni chili di troppo è ancora molto piacevole, e provocante.
Soprattutto la scollatura della sua camicia non può far nulla per trattenere le sue gigantesche pere trasbordanti che urlano tuta la loro vitalità.
Rita si inginocchia sull’erba per trapiantare delle rose facendoci godere dello spettacolo del suo fantastico culone.
“Certo che hai proprio una bella vicina di casa, beato te” sbotta Luca cogliendomi totalmente di sorpresa.
Non era la prima volta che si parlava di ragazze fra di noi.
Ma appunto, si parlava di ragazze, non di vecchie.
“Ma cosa dici, cazzo avrà 40 anni tutti”
“Non ho mica detto che mi ci voglio mettere assieme, ti ho solo detto che per la sua età è davvero una bella donna. Guarda che culo che ha.”
“Non so forse hai ragione” dico io, soffermandomi su quelle natiche perfettamente messe in evidenza dalla stretta gonnellina che indossava
“Ma sai, è difficile dirlo, la conosco da quando sono nato, lei e la sua famiglia sono nostri amici, suo figlio Gianni è il mio miglior amico, e sai per me è come una seconda madre”
“Si ti capisco, ma se devo essere sincero se una signora 40enne ben fatta come lei mi chiedesse di darle una bottarella, non mi tirerei certo indietro.”
Mi fa lui serio
“Non so, ne riparleremo quando sarò nel tuo giardino e starò fissando il culo della tua vicina di casa”
Gli rispondo io scherzando
“Difficile fare discorsi del genere sulla mia vicina. Ha 80 anni, e non li porta molto bene. Cazzo come mi piacerebbe leccarle quelle tette”
“Alla tua vicina?” lo schernisco io
“Ma no scemo a lei, a Rita” e l’indica distrattamente col dito
“Io l’ho fatto”
“Come?!” Mi urla lui incredulo alle mie parole
“Ma sentilo, è come mia madre, non ci penso nemmeno, e poi scopro che te la fai tutti i giorni…”
“Calma calma, non ho detto che me la faccio. Ho solo detto che le ho leccato le tette per un po’ di tempo”
“E quando?” mi chiede Luca, visibilmente interessato e eccitato
“Credo che avessi più o meno 28 giorni di vita.”
“Ma vaffanculo” sbotta lui calmandosi dopo aver capito che lo stavo prendendo per il culo.
“Ma no, è vero. Mi madre, per alcuni problemi non mi poteva allattare, e in quel periodo anche Rita aveva appena avuto Gianni cosi’ non gli è costata nessuna fatica sfamare anche me. Tanto di posto ne aveva in abbondanza anche allora”
Passiamo ancora un po’ di tempo a parlare, poi Luca se ne va e io rimango solo in giardino a fissare Rita.
La discussione che avevo avuto con Luca, mi aveva fatto rivalutare la mia vicina di casa, era davvero carina, un bel corpo.
E si, aveva due tette da infarto.
Da quel giorno non ho più fatto di queste riflessioni, almeno fino ad oggi.
Squilla il campanello di Rita, sono due amici di Gianni.
Rita gli apre la porta, ma io avevo appena visto Gianni uscire, normalmente non ci avrei mai fatto caso, ma Luca mi aveva fatto nascere pian piano una vera e propria ossessione sessuale per Rita.
Contro ogni buon senso, mi sono avvicinato alla porta finestra del balcone di Rita (che comunica col mio, i nostri balconi sono divisi solo da una piccola siepe che ne permette comunque il passaggio) mettendomi, protetto dalla siepe, a spiare i tre.
Vedo perfettamente i due amici che si sono seduti sul divano di fronte a me.
Rita invece mi da le spalle, di lei vedo solo la folta chioma bionda tinta spuntare da dietro una poltrona.
Oramai li sto spiando da più di dieci minuti e non noto nulla di strano o di particolarmente perverso ed eccitante.
I due sono solo un po’ nervosi, non sanno bene dove rivolgere lo sguardo e sembrano un poco imbarazzati.
Ma credo che sia una sensazione di disagio quasi obbligatoria quando si e’ in casa di un amico soli con sua madre.
Mi ero deciso ad andarmene quando una fugace occhiata verso lo specchio del soggiorno mi spiega il tanto nervosismo dei due giovani.
Grazie allo specchio ora posso veder anche Rita, lei indossa un ampio copricostume nero, non molto aderente con dei lunghi spacchi lungo le cosce, mentre la scollatura, manco a dirlo è abissale.
E mentre i tre parlano Rita continua a muoversi, mostrando in modo indiscutibilmente volontario le proprie intimità.
Accavalla le gambe mostrando l’intera coscia fino a far intravedere l’elastico degli slip bianchi, oppure si china per terra a raccogliere la minima briciola che vede, impiegandoci più del tempo necessario e dando ai due ragazzi seduti di fronte a lei la possibilità di spiarla con molta diligenza dentro la scollatura.
Da qui non riesco a vedere bene, ma credo che quella troia non indossi il reggiseno.
Distrattamente mi passo una mano sulla patta e sento di avere l’uccello duro. Rita si alza e viene verso la finestra.
“Cazzo mi ha scoperto. Sono nella merda” pensai, ma era tutto a posto.
Vuole solo aprire la finestra.
Ora che era cosi vicina potevo vedere con certezza l’assenza del reggiseno, quando torna a sedersi si mette in mezzo ai due ragazzi.
Grazie alla finestra aperta, finalmente potevo sentire cosa si dicevano.
“Gianni non mi aveva detto che aspettava visite. È uscito e credo che non tornerà tanto presto” disse sorridendo in modo molto equivoco Rita.
“Forse avremmo dovuto chiamare, ma volevamo fare una sorpresa…” rispose un po’ impacciato uno dei due, anche se ora
sembrano meno intimiditi dall’atteggiamento provocatorio della madre del loro amico.
“A chi?” rispose lei lanciando ad entrambi uno sguardo molto sexy.
“A Gian…”
Non finisce la frase.
Non fa in tempo, le parole gli si smorzano in bocca per l’eccitazione e l’improvvisa sorpresa.
Rita aveva allungato le mani poggiandole con decisione sopra i pacchi gonfi dei due ragazzi.
Fatto questo inizia a massaggiare contemporaneamente i loro uccelli da sopra i pantaloni
“Dicevi?” lo sprona lei come se gli stesse servendo una tazza di caffè “No…dicevo che forse si doveva chiam…”
“Chiavare” lo interruppe l’altro, più sicuro e deciso, ora che aveva finalmente capito di che pasta era fatta quella donna
” Teo, il mio amico, diceva appunto che forse la dovremmo chiavare prima di venire”
“Oh si, è più bello chiavare prima di venire. A me piace di più se gli amici di mio figlio lo fanno. Se no sarebbero dei cafoni maleducati”
“Ha ragione signora”
Ora anche l’altro era più sicuro e per dimostrarlo a tutti allungò una mano e poggiandola sull’enorme zinna destra di Rita, subito la mano si mosse vogliosa sopra il vestito, esplorando quel seno enorme, fermandosi a lungo per solleticare il capezzolo, irrigidito per l’eccitazione.
Anche Enzo, l’altro ragazzo, decise di non perdere tempo, accarezzando le cosce di Rita e dopo poche palpate sull’interno coscia fa scivolare la mano sotto la gonnellina.
Capii che era arrivato alla fine del percorso, quando Rita gettò improvvisamente la testa all’indietro lasciandosi sfuggire un mugolio di piacere.
Gli era entrato nella fica.
La stava sditalinando sotto i miei occhi.
Un po’ goffamente i due riuscirono a slacciarsi la patta dei pantaloni estraendo i loro peni in completa erezione, prima di ritornare alle loro occupazioni.
Rita ci dava davvero dentro, stringeva fra le mani quei due potenti cazzi segandoli con grande ferocia.
Mentre Enzo continuava a sgrillettarla, Teo, le abbassava il vestito estraendone la boccia, attaccandosi immediatamente al capezzolo turgido come se fosse un neonato.
Quella scena mi fece venire voglia di tornar piccolo e avendo ormai l’uccello che reclamavo spazio dentro la stretta morsa dei jeans lo tirai fuori iniziando a masturbarmi guardano il trio.
Anche Enzo ora aveva in bocca il capezzolo dell’altro seno, Teo, intanto con la mano libera aveva tirato su la gonna a Rita, finalmente le potevo vedere la fica.
Era pelosa e bionda, la troiona si era tinta anche la topa, sapevo benissimo che il suo colore naturale era il nero.
Subito dopo notai un altro particolare molto eccitante, Enzo non le aveva messo dentro solo un dito, ma la stava stantuffando con tutte e quattro le dita della mano infilate di taglio.
“Adesso la faremo godere per bene noi signora” le disse Teo
“Si, fatemi vedere, sapete, sono una madre molto esigente io”
E anche Teo la penetrò con le quattro dita di taglio.
Ora Rita aveva in fica due mani intere che, a giudicare dagli urli di Rita, l’avevano portato ad una serie di orgasmi multipli l’uno in fila all’altro.
Enzo sfila la mano gocciolante
degli umori della donna e spalmandoseli sul cazzo masturbandosi, mentre Teo, si sdraia fra le cosce della donna bevendo gli umori che le colavano dalla fica.
Finito di abbeverarsi Teo fa mettere Rita alla pecorina davanti a Enzo che le offre il suo cazzone da spompinare, Rita lo fa ben volentieri.
La vedo che si affonda fino in gola quel lungo bastone prendendo nella pompata il ritmo impostogli da Teo che, da dietro, la penetrava nella fica. Io ero già venuto pochi istanti prima, ma incredibilmente mi accorsi che la situazione era cosi eccitante che permise al mio cazzo di rimanere ancora duro e di continuare a segarmi.
I tre stavano cambiato posizione, Teo si era steso sul divano, Rita le fu subito sopra, afferendogli il cazzo fra le sue mammelle, segandoglielo in quel modo cosi eccitante, mentre Enzo la penetrava con secchi e decisi colpi di reni nel suo buchino più stretto.
I due mentre se la fottevano la insultavano con parole e volgarità irripetibili, cose che eccitavano ancor maggiormente la madre del loro amico.
“Guarda che troia Teo”
Diceva Enzo
“Glielo sto affondando fino ai coglioni dentro il culo e questa non urla neanche.
Deve avercelo sfondato con milioni di scopate”
“E’ vero puttana? È vero quello che dice il mio amico? Te lo sei fatta sfondare per noi?”
“Si…è verismo mi piace farmi sfondare da cazzi duri e giovani…”
“E perché?”
“Perché sono una troia”
“Forza Enzo levati che glielo voglio sfondare anch’io il culo”
I due amici fanno mettere Rita nelle posizioni a loro più comode, e lei li asseconda senza problemi.
Teo si era seduto sul divano, e si facendosi venire sopra da Rita che, dandogli le spalle, si fece penetrare nel culo dal ragazzo.
Ora a Rita scappò un urletto di dolore, Teo ce l’aveva più grosso del suo amico
“Evidentemente questa troia non ce l’aveva cosi sfondato il buco del culo, ma adesso ci penso io”
Enzo sorride, e mentre palpava le tette a Rita questa gli prese in mano il pene e se ne dirige la punta verso lo spacco della sua figona bagnata, in un istante anche il secondo ragazzo è dentro di lei.
I due presero a stantuffarla nei suoi due buchi a ritmi alternati portandola a nuovi e prolungati orgasmi.
“La stiamo riempiendo proprio tutta Teo, Sento il tuo cazzo che strofina contro il mio, non ha più un centimetro libero”
Volevo entrare anch’io nella stanza, per partecipare a quella scopata, ma temevo di rovinare la loro intesa e di disturbare l’atmosfera che s’era creata. E poi incredibilmente scoprii che mi piaceva molto più guardare che fare.
Stavo provando emozioni e sensazioni che durate una scopata non avevo mai nemmeno lontanamente assaporato.
Ora la scena era proprio da film porno.
Rita era seduta in mezzo ai due maschi, che le stavano in piedi ai lati.
La donna brandiva i loro cazzi con le mani e alternativamente li pompava prima l’uno, poi l’altro, due o tre risucchi e la sua attenzione si spostava da Enzo a Teo e viceversa, fino a che non capi’ che i due ragazzi erano pronti a venire, cosi si appoggiò allo schienale, apri’ la bocca e massaggiando le palle di entrambi si fece sborrare in faccia e su tutto il corpo.
Rita bevve quanta più sborra riuscì a catturare con la lingua.
Finito di eiaculare i due le offrirono a testa i loro cazzi da ripulire, mentre l’atro aspettando il suo turno si dedicava a masturbarle il clitoride portandola ad un ennesimo orgasmo.
Anch’io finalmente venni per l’ultima volta.
Avevo il cazzo dolorante, ma ero soddisfatto della mia scoperta.
Il terzetto non impiegò molto tempo a ricomporsi, Rita accompagnò i due ragazzi alla porta e li salutò baciandoli a lungo sulla bocca.
“Mi spiace di non avervi potuto concedere il bis ragazzi, ma ho degli impegni importanti. Ma sono sicura che ci rivedremo al più presto”
I due ora erano nuovamente imbarazzati come all’inizio, sembravano con l’erezione aver perso anche il loro coraggio.
Farfugliando un si certo, quasi scappano temendo di venire sorpresi da Gianni.
La sera stessa decido di provarci anch’io con Rita.
Gianni e il marito sono fuori, e lei è a casa da sola.
Quando busso non mi fa alcuna domanda, capita che io vada a trovarla per parlare del più e del meno.
Ma quella sera avevo uno scopo ben preciso.
Senza perdere tempo, mi sono seduto di fianco a lei poggiandogli una mano sulla coscia palpandogliela avidamente.
Rita sembrava spaventa, mi tira via la mano e mi guarda scandalizzata
“Ma Simone cosa fai?”
“Ti tocco”
“Ma sei pazzo?”
“Si, sono pazzo di te. Rita tu mi piaci, hai un corpo stupendo, un culo da favola, un viso eccitantissimo”
“No, no stai scherzando di sicuro. Complimenti ci sono cascata. Adesso però smettila. Mi fai sentire a disagio”
“Rita non scherzo. Io voglio scoparti”
“Ma sei scemo? Potrei essere tua madre”
“Già e potevi anche essere la madre di Enzo e Teo?”
Sbiancò.
L’avevo presa alla sprovvista,
Allungai una mano e le iniziai a palpare le tette, mentre con l’altra andavo a frugarle sotto la gonna e piacevolmente scoprii in ordine che: primo non aveva le mutande e due era completamente bagnata.
“Co…come fai a saperlo?”
“Vi ho visti per caso. Complementi sei una scopatrice fantastica. Hai fatto godere anche me, che stavo solo guardano”
“Porco…non lo dirai a Gianni vero?”
“No sta tranquilla. Non lo saprà nessuno. Voglio sapere solo una cosa. Come hai iniziato?”
“Per caso. Ero sola con un amico di Gianni, e non so bene come ci siamo baciati, lui mi palpava dappertutto, io gli avevo iniziato a fare un pompino, quando abbiamo sentito Gianni arrivare. Ci siamo rivestiti e credevo che tutto fosse finito li”
“Invece?”
Ora le avevo infilato un dito nella passera e la stavo masturbando delicatamente
“Invece quello il giorno dopo torna e mi dice che dobbiamo finire quello che abbiamo interrotto la sera prima. E io accetto. Da quel giorno, quando Gianni e’ via e io sono sola, ogni tanto vengono a trovarmi i sui amici. E non solo ragazzi. L’altra settimana si e presentata da me una compagna di classe di Gianni, dicendomi che mi voleva che s’era innamorata di me.”
“E tu?”
“L’ho accontentata”
“Sei una troia ma mi piaci”
” Ti piaccio davvero?”
“Si”
Rita non disse più nulla, si leva il vestito e sotto è totalmente nuda, si avvicina a me, mi apre la patta dei pantaloni ne estrae il mio cazzo ancora molto moscio e giocando abilmente con la lingua in pochi secondi me lo fa
rizzare dritto e duro come il marmo.
Ed eccomi qui.
Ora gli sto sbattendo sulla faccia il mio grosso arnese, mentre lei mi incita a fotterla in bocca.
L’accontento.
Glielo caccio fino in gola e lei lo accoglie senza problemi.
Dopo un po’ Rita mi chiede
“Hai voglia di scopare? Io sto scoppiando…”
“No. Tu mi hai fatto diventare un guardone ed ora mi eccito solo a vederti fottere con gli altri. Ma so chi desidera prenderti per tutta la notte.”
Faccio un cenno e dal balcone entra Luca nudo col cazzo ritto che si avvicina a Rita iniziando a fottersela, mentre io seduto, sul divano davanti a loro mi masturbo eccitandomi come non mai.

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